Premio Nonni 2020


GRETA VAGNINI, DELLA CLASSE 4N ED ALESSANDRO BONCI DELLA 5N, PREMIATI AL PREMIO NONNI 2020 ORGANIZZATO DA IL RESTO DEL CARLINO DI PESARO

Per avere una narrazione è sufficiente che ci sia un narratore, una storia e qualcuno a cui raccontarla. Sembrerebbe una formula scontata e facile, invece non lo è affatto. I tre ingredienti richiedono la giusta miscela, la disponibilità ad ascoltarsi e fidarsi ed una buona dose di attenzione, a partire dall’ultimo: qualcuno a cui raccontare una storia. Quel qualcuno è spesso un insegnante, se è capace di incoraggiare i giovani a scrivere anche in epoche come quella che stiamo vivendo: dura, spiazzante, imprevedibile e spaventosa.

Nascono così i narratori, i piccoli o grandi scopritori di storie annidate nella loro vita famigliare o nei loro sogni. Così è stato per Greta Vagnini, della classe 4^N-RIM ed Alessandro Bonci della 5^N-RIM, entrambi studenti della professoressa Sabrina Sandroni ed entrambi premiati al Premio Nonni, organizzato da il Resto del Carlino di Pesaro, riservato agli studenti degli istituti medi superiori della provincia e sostenuto dall’Ufficio Scolastico Provinciale. L’importante riconoscimento è arrivato dopo un anno non particolarmente facile neppure per il concorso in oggetto, che non ha però voluto arrendersi ed ha creduto nell’importanza di dare voce ai giovani talenti anche in questo anno scolastico.

Greta ha colpito la giuria con la bellissima ed intensa narrazione della vicenda umana di suo nonno, Eugenio Vagnini, protagonista di una pagina di storia non solo personale ma anche del nostro recente passato: sopravvissuto nel ‘43 ai bombardamenti sulla città di Zara, dove la sua famiglia si era trasferita agli inizi del secolo, poi profugo come tanti italiani per scampare alle foibe, Eugenio è stato per molti anni presidente regionale dell’Associazione profughi Giuliani – Dalmati. Nonno Eugenio, nel ricordo di Greta, è un distinto signore che, attraverso il simbolo del suo diario sfogliato ogni sera ed ogni volta con cura riposto, le ha insegnato il valore della memoria da custodire e tramandare.

Alessandro gioca invece con la dimensione del presente: scritto nei mesi più bui del lock-down della primavera 2020, il suo racconto si serve della dimensione onirica come mezzo per comunicare l’assurdità del reale. Tutto ciò che in quel momento si viveva era così pazzesco da sembrare un brutto sogno, illogico e squadernato, irreale, inverosimile, paradossale. La finzione narrativa diventa così strumento di denuncia umana, un grido silenzioso di dolore e paura.

Complimenti ai ragazzi, e complimenti alla docente che ha saputo accogliere le loro narrazioni e coglierne la bellezza e l’originalità, tanto da avviarli verso un concorso che ha riconosciuto il loro valore e lo ha giustamente premiato.

Patrizia Lucangeli

 

Qui sotto l'articolo pubblicato su il Resto del Carlino dalla nostra professoressa Sabrina Sandroni, in allegato i racconti presentati dai due ragazzi.

Articolo-Sandroni-Premio-Nonni-2020

Il mio sogno - Bonci Alessandro.pdf
Le due vite di mio nonno - Vagnini Greta.pdf