Consegna dei diplomi dell'A.S. 2018/2019

 

E' sabato 21 dicembre: il clima gioioso delle festività natalizie pervade l’Istituto tecnico Bramante Genga, con le aule addobbate dai ragazzi per renderle più luminose, così come si fa nelle case in cui si vive, ed un grande abete illuminato che accoglie chi entra a scuola.  Oggi però il clima di festa è accentuato da un’altra occasione speciale: ad entrare saranno anche gli studenti delle ex classi quinte per la rituale consegna dei diplomi.

 Arrivano a grappoli, a coppie, da soli, a gruppi; alcuni accompagnati da amici fidanzati/e o genitori, altri da soli. Si guardano intorno compiaciuti: quell’ atrio e quelle scale, quei corridoi e quelle aule hanno segnato una lunga ed importante parte della loro vita ed ora rientrarvi da ospiti fa uno strano effetto. Sono tante le emozioni che la vita scolastica porta con sé, belle e brutte, ma tutte comunque intensissime, dense, che condizionano non sono quegli anni ma anche le persone che diventeremo.

L'aula magna si riempie in fretta di felpe colorate e giacconi ingombranti che impacciano i saluti e gli abbracci. Le voci si rincorrono, e così anche le risate, i richiami a chi è entrato in ritardo e cerca il resto della classe. La Dirigente scolastica, Anna Gennari, riesce ad ottenere il silenzio e si inizia: per accoglierli ha scelto due momenti simbolo dello scorso anno scolastico, riguardanti i due indirizzi: la meritata premiazione della classe 5^A AFM nel Concorso Nazionale "Che Impresa ragazzi! Giovani imprenditori per un futuro sostenibile" nel quale hanno ottenuto il terzo posto, ed il sorprendente successo di uno studente del tecnologico, Gianmarco Primavera, risultato vincitore di un contest dell'Università di Camerino dedicato al tema al tema della violenza di Genere, con la presentazione di un testo scritto ed interpretato da lui. 

Applausi, risate, ricordi, commenti...c'è una bella atmosfera che ci fa star bene. Tutti oggi hanno gli occhi che brillano un po' di più, di gioia e di emozione: gli studenti, compiaciuti del traguardo della maturità finalmente raggiunto; i genitori presenti, i docenti che sono qui per partecipare a questo atto conclusivo del percorso scolastico dei loro studenti, che si avvicinano per salutare e raccontare come sta andando la loro vita, cosa stanno facendo e che, con altrettanta partecipazione, chiedono come vadano le cose qui, a scuola, a chi è rimasto.  E la nostra storica segretaria Letizia ha un sorriso per tutti i ragazzi: li ha visti crescere, anno dopo anno, dal suo ufficio della Didattica, sempre disponibile e rassicurante. Li conosce uno ad uno e per tutti ha un moto di tenerezza.

La cerimonia prosegue con una partecipazione speciale: è nostro gradito ospite Giacomo Toccaceli, ora Consigliere provinciale di Pesaro e Urbino, che oltre a portare ai ragazzi il saluto della provincia racconta che è anche lui un ex studente del nostro Istituto, che ricorda sempre con affetto ma anche con la consapevolezza di aver ricevuto dalla scuola un'impronta formativa che gli è stata utile per raggiungere, pur così giovane, importanti traguardi professionali e personali. Augura ai ragazzi di procedere con tenacia, di non tremare e cedere di fronte ai profeti di sventura che sanno solo elencare le difficoltà e che non trovano mai spazio per le rassicurazioni. Non è mai stato facile per i giovani farsi spazio e forse è vero che oggi sia ancora più complesso: devono cercare di essere perseveranti e grintosi, preparati e competenti, però le opportunità ci sono e non bisogna arrendersi.

E' un bel messaggio: Giacomo Toccaceli è un giovane, di solo pochi anni più grande di loro, eppure è già realizzato nel suo ambito e questo rassicura e conforta chi trepida per il proprio futuro.

La mattinata continua: è arrivato il momento di consegnare i diplomi. Uno ad uno gli studenti vengono chiamati a ritirare il loro attestato, a ricevere una stretta di mano e in qualche caso un abbraccio da qualche prof, emozionato quasi quanto loro. Perché la scuola ha questo di magico: che i suoi riti sono ogni anno autentici, non è mai un loop, una ripetizione meccanica di momenti già vissuti e gesti già fatti, di cerimonie formali senza anima. Ogni anno, chi le vive, si rimette in gioco, perché diversi sono i ragazzi con cui condividiamo le esperienze, e questo le rende ogni volta uniche e speciali.

La mattinata si conclude con un ricco rinfresco offerto dalla dirigente scolastica: intorno ad un tavolo ben imbandito, fra brindisi di auguri e di "in bocca al lupo", ci salutiamo con un Arrivederci", perché molti di loro, negli anni, torneranno spesso a salutarci, passeranno di lì...e sarà una gioia, ogni volta, rivederli. 

Patrizia Lucangeli

 

Pubblicata il 31 dicembre 2019

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