Visita a Padova del 13 dicembre 2019

Pioggia incessante e temperature intorno allo zero. Anche qualche fiocco di neve, ogni tanto, ma che immediatamente si trasforma in pioggia gelata. Però ci aspettano un cielo azzurro di lapislazzuli e l’incanto del capolavoro di Giotto: la cappella degli Scrovegni.

Padova, 13 Dicembre. Le classi VBT, V P e VM partono quando è ancora buio e l’aria è tersa ma gelida, preparate al freddo ed alle ore di viaggio ma pronte ad affrontarli per gustare una giornata di arte e bellezza a Padova: la cappella degli Scrovegni e poi la mostra sull’arte impressionista a Palazzo Zabarella.

Sono accompagnate dalle loro docenti di Italiano e Storia Patrizia  Lucangeli, Maria Adele Mariotti , Maria Teresa Battaglia e dalla prof.ssa Tiziana Fuligna, referente del progetto Prospettive dell'arte che prevede sguardi sulla storia dell’arte, lezioni tematiche e relativi viaggi rivolti a tutte le classi.

Il clima inclemente rende tutto difficoltoso; gli spostamenti del gruppo sono condizionati dalla pioggia torrenziale ed incessante. A fatica raggiungiamo la Cappella e, seppur più o meno inzuppati, cerchiamo di goderci la Bellezza: l'organizzazione concede tempi davvero ristretti, pochi minuti per assaporare ciò che il genio di Giotto ha realizzato, con le sue maestranze ed il suo cantiere, in circa due anni. La visionarietà dell'artista, le figure allegoriche, il Giudizio universale, i colori, i simboli...meriterebbero ben altro tempo. Meriterebbero di stare lì ed aver il tempo di contemplare, ma purtroppo oggi la contemplazione è stata estromessa, sostituita dall'idea della fruizione veloce, in tutti gli ambiti, compreso quello della bellezza artistica.

Trascorsi in un lampo i venti minuti concessi, recuperiamo gli ombrelli e ci avviamo verso via Zabarella. E' già quasi mezzogiorno e la nostra prenotazione per la mostra è prevista per le tredici e trenta: abbiamo poco tempo per un pasto veloce e molti studenti si accontentano di qualche morso ad un panino, mentre camminano sotto i portici della bellissima Padova che quel giorno però non si presenta di certo nella sua forma migliore. 

La mostra è ricca di opere interessanti, alcune delle quali molto note ed ospita parecchie tele dell'arte impressionista ma anche numerosi lavori del periodo post impressionista, fino al cubismo. La professoressa Tiziana Fuligna ci fa da guida: ci aiuta a selezionare le opere, ci offre elementi di analisi, porta la nostra attenzione sulle caratteristiche più significative delle opere esposte. Riusciamo così a fare un bel percorso   fra le varie sale della mostra e ne usciamo soddisfatti. Alcuni studenti si "innamorano" di qualche quadro: l'arte sa fare questi scherzi, ti intrappola, ti ammalia e spesso non sai neppure perché quelle linee, quei colori hanno saputo incantarti come nessun’ altra linea e nessun altro colore aveva mai fatto prima.

Non smette di piovere, purtroppo, e decidiamo di contattare l'autista del nostro pullman e chiedergli di anticipare la partenza. Il maltempo non consente alternative e così optiamo per il rientro, che   sarà comunque lungo per le cattive condizioni delle strade e per il traffico del venerdì.

Rientriamo a Pesaro: siamo infreddoliti e stanchi, rammaricati perché tutto poteva essere diverso, se le condizioni meteo fossero state meno inclementi,  ma siamo comunque  contenti  di essere stati insieme  e di aver assaporato, almeno un po', alcuni grandi capolavori del nostro patrimonio artistico. 

Pubblicata il 31 dicembre 2019

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