Educare alla bellezza  ... Pablo Scialoja

 

Educare alla bellezza. E’ un invito che  viene spesso lanciato come la nuova sfida dell’educazione, da contrapporre al trash dilagante, alla rozzezza di tante trasmissioni, all’impoverimento del linguaggio, alla massificazione del gusto estetico. 

Il Bramante Genga in questa sfida crede davvero.  Non ne fa uno slogan, ma una mission: ogni giorno i nostri ragazzi percorrono corridoi su cui campeggiano i manifesti del grafico pesarese Massimo Dolcini,  artista di riferimento a livello internazionale nel campo del visual design, e apripista della "grafica di pubblica utilità". Ogni mattina attraversano l’atrio della scuola che ospita un’importante mostra di strumenti storici della topografia. Il cinema, la letteratura, il teatro  sono lo sfondo quotidiano di tante lezioni, così come le arti figurative, di frequente  apprezzate anche attraverso esperienze di visita a mostre significative ospitate nella nostra o in altre città.

Dal 10 gennaio, però, questo impegno dell’educazione alla bellezza si è arricchito di una nuova, straordinaria esperienza: nell’aula polifunzionale dell’Istituto da ieri è possibile visitare la mostra di Pablo Scialoja, un  docente dell’Istituto Bramante Genga, ma soprattutto un artista sorprendente e molto immediato, emozionale, intenso, capace di raccontare un mondo di sogno attraverso i suoi colori vividi e le sue linee sono apparentemente semplici.

La mostra si intitola INCONTRO, perché narra appunto l’incontro degli elementi della natura, anche dei più distanti, quelli che la logica e la ragione vorrebbero separati, in un appassionato corteggiamento, che diventa avvicinamento e poi, appunto, incontro, abbraccio, fusione reale e simbolica, in un’alchimia sorprendentemente evocativa e stratificabile nei significati evocati.

Le sue casette colorate strette l’una all’altra, protese e quasi desiderose di avvicinamento, il ponte che unisce le sponde distanti, il sole e la luna che coesistono pur nella loro opposizione, quasi in un ossimoro in cui la luce ed il buio, le ombre e lo splendore convivono, creano un paesaggio di sogno in cui verrebbe voglia di trasferirsi. Sembrano placarsi, in quelle rive fatte di terra, cielo e mare, tutte le separazioni, le opposizioni, i limiti, le differenze: c’è un posto per tutto e tutti, nel mondo di Pablo,  ed è un posto pieno di calore, dove regna la vicinanza più che  la prossimità, dove il contatto non è solo sfiorarsi, ma intrecciarsi, incrociarsi, fondersi, squagliarsi, lasciarsi coinvolgere mescolando linee e colori, attitudini e sogni. Un abbraccio, appunto, con i colori dolci e forti della passione.

Il pubblico presente ha molto apprezzato le opere esposte, anche grazie al contributo esplicativo offerto da un’app che illustrava le tele e quello, in diretta, regalatoci dalla professoressa Bruna Casiere, che ha saputo arricchire l’esperienza della fruizione grazie ad un’innumerevole serie di spunti di analisi, tecnica e simbolica  dei lavori esposti, che grazie a lei sono diventati come le pagine di un libro, o le sequenze di un film: scatti, flash, momenti di una narrazione incantata del mondo di Pablo, di un’evoluzione naturale, di un progetto utopistico che avvicina ciò che è separato, incurante delle distanze e delle diversità, contenuti la cui scelta la prof Casiere ha condiviso con l’artista.

La realizzazione della mostra ha avuto il fondamentale contributo della professoressa Tiziana Fuligna, che ha ideato il progetto e ne ha curato la presentazione, molto originale e fresca perché si è avvicinata al linguaggio dell’artista, alla sua modalità di condivisione tramite i social. Due studenti della classe VP hanno prestato le loro voci per la presentazione delle opere utilizzata nell’app per il cui utilizzo si ringrazia il docente di informatica Torcasio. L’allestimento è stato realizzato con la fondamentale collaborazione dei  proff. Bondi e Gasperini, che si ringraziano caldamente, così come  i tecnici, il personale ausiliario e la DS, Anna Gennari, che ha reso possibile tutto ciò. 

Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di un nuovo percorso del nostro Istituto, che ci siano altre occasioni di fruire  dell’arte anche attraverso modalità diverse, che la scuola diventi un centro di cura e salvaguardia della bellezza, della gentilezza, della creatività.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 31 gennaio, da lunedì al venerdì, con orario 15.00-18.00.

                                                                                       Patrizia Lucangeli

Pubblicata il 13 gennaio 2020

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