PROGETTO RWANDA

Sabato 1°Febbraio tutte le classi seconde, la 3°AT e la 4°BT, hanno vissuto un incontro intenso con Marie Claire Safari, un persona “bella” a 360 gradi e dal cuore ospitale , una rarità in un’epoca di paure e arroccamenti. Coadiuvata dalla professoressa Rosella Persi, associata nella cattedra di Pedagogia Generale e Sociale dell’Università di Urbino, con Marie Claire ci siamo avvicinati in punta di piedi ad una pagina di storia per certi versi inenarrabile che ha coinvolto la zona dei Grandi Laghi in Africa Orientale nel 1994. Fra l’Aprile e Luglio, per circa 100 giorni, in Ruanda vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuocomachete pangas e bastoni chiodati) almeno 500.000 persone; le stime sul numero delle vittime sono tuttavia cresciute fino a raggiungere cifre dell'ordine di circa 800.000 o 1.000.000 di persone. Il genocidio, ufficialmente, viene considerato concluso alla fine dell'Opération Turquoise, una missione umanitaria voluta e intrapresa dai francesi, sotto egida dell'ONU.

Le vittime furono prevalentemente di etnia Tutsi, corrispondenti a circa il 20% della popolazione, ma le violenze finirono per coinvolgere anche Hutu moderati appartenenti alla maggioranza del paese. L'odio interetnico fra Hutu e Tutsi, molto diffuso nonostante la comune fede cristiana e soprattutto “disegnato” dalla dominazione coloniale occidentale, costituì la radice scatenante del conflitto.

Marie Claire Safari “Sono arrivata in Italia il 16 Aprile del 1994; sono diventata infermiera professionale presso la CRI, e attualmente lavoro presso l’Ospedale San Camillo di Roma; ho sposato un medico italiano e abbiamo tre figli. Sono tornata varie volte in Rwanda per trovare i miei genitori e per far conoscere il mio Paese a mio marito e ai miei figli: ogni volta ho cercato di capire qualcosa in più di ciò che è successo in Rwanda in quei terribili 3 mesi del 1994 del Genocidio dei Tutsi, e soprattutto cosa ciò che era accaduto aveva lasciato in tutte le persone che oggi vivono nel paese; ho cercato dunque di capire cosa potevo fare io per loro e per promuovere processi ed iniziative che li riabilitassero ad una vita degna di essere vissuta.”

Marie Claire è presidente dell’ UMUBYEYI MWIZA ONLUS “Una mamma buona” , una Organizzazione Non Governativa umanitaria, aconfessionale e apartitica che in Italia organizza attività di sensibilizzazione, formazione e culturali per preservare la memoria del genocidio dei Tutsi, favorire l'integrazione culturale, formare all'interculturalità.  

 http://www.umonlus.org/

Pubblicata il 13 febbraio 2020

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