Braci calde sotto la cenere

Il prof. Francesco Maria Feltri è docente presso il Liceo linguistico “F. Selmi”, ha al suo attivo una vasta esperienza di studio su tematiche storiche e religiose. È autore di numerosi saggi sulla Shoah e di vari manuali di Storia per i Licei e gli Istituti tecnici. Da più di ventʼanni guida viaggi di studio, soprattutto ad Auschwitz, ma anche in Israele, in Russia, in Iran e in Cambogia. Collabora con diverse istituzioni (come la Fondazione Fossoli di Carpi e l’Istituto storico di Modena) e varie associazioni (tra cui “Le Graffette” e “Il Leggio”), finalizzate alla divulgazione della cultura e della conoscenza della storia.

 

 Su iniziativa del Dipartimento di Italiano e Storia, anche quest’anno il nostro Istituto ha avuto il piacere e l’onore di ospitare il professor Francesco Maria Feltri per una conferenza tematica rivolta ai docenti ed agli studenti delle classi quinte. Tema scelto”IL SIONISMO: DALLE ORIGINI AL 1967”.

Tre carte geografiche come immagini su cui concentrarsi ed una narrazione chiara e dettagliata degli eventi per spiegare gli snodi di una questione storicamente ancora irrisolta.  “Braci calde che covano sotto la cenere” è stata la metafora con la quale il professore ha avviato la dissertazione (e con la stessa immagine ha poi concluso, dopo averla ampiamente dimostrata) per precisare quanto fosse difficile il lavoro dello storico dell’età contemporanea quando deve misurarsi con questioni ancora insolute e di forte criticità, quali quelle che segnano il complesso rapporto fra Israele ed il mondo arabo.

Feltri, però, oltre ad essere un formidabile storico è anche un bravissimo docente e conosce perfettamente quale sia lo scarto tra il sapere ed il saper far comprendere; per questo, come nel suo stile, ha dato alla sua esposizione un ritmo ed un ordine espositivo quasi didattici, per consentire  agli studenti di cogliere nel miglior modo possibile un argomento per loro nuovo e particolarmente complesso. 

La storia della formazione dello Stato di Israele e del suo complicatissimo rapporto con la Palestina e i Paesi arabi  è stata presentata nelle sue tappe essenziali e nei suoi passaggi più critici: la nascita del movimento sionista, il ruolo della dichiarazione  Balfour e   quello delle Leggi razziali nell’occupazione dei territori palestinesi, il Piano di Partizione della Palestina dell’ONU ,  la guerra del 1948-49 e quella dei  Sei giorni, l’OLP e l’Intifada, i nomi che risuonano forti di Yasser Arafat,  di Gamal  Abd El Nasser  e di Yitzhac  Rabin, fino ad arrivare ai giorni nostri, per  riflettere ad esempio  sul significato di scelte come quella del presidente degli USA Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele. La scelta ha sollevato polemiche e preoccupazione sia da parte degli alleati europei, compresa l'Italia, sia da parte dei paesi arabi, della Turchia e dell’Iran. Oltre alla portata simbolica di tale gesto, la mossa potrebbe infatti dare il via ad una nuova escalation di violenza in una delle aree più tormentate al mondo. La dichiarazione finale del vertice dell'Organizzazione della cooperazione islamica (OCI) che si è svolto a Istanbul sulla questione di Gerusalemme  afferma che  riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele alimenta il "terrorismo e l' estremismo" e la  scelta di Trump è stata definita "un attacco ai diritti storici, legali, naturali e nazionali del popolo palestinese, un deliberato indebolimento di tutti gli sforzi di pace, un impulso all'estremismo e al terrorismo e una minaccia alla pace e alla

sicurezza internazionali”.

Feltri

Donald Trump invece lo vorrebbe presentare  come un piano di pace, l’unico a suo avviso  possibile  in Medio Oriente. Il piano, che prevede per i palestinesi uno Stato indipendente con capitale  Gerusalemme Est, dove ci sarà anche un’ambasciata statunitense, è stato considerato una buona  base per i  negoziati dal  premier israeliano Benyamin Netanyahu. Il presidente palestinese Abu Mazen ha invece perentoriamente affermato «Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano», respingendolo con decisione.

Uno scenario, dunque, per nulla rassicurante

“Brace calda sotto la cenere”, appunto.

                                                                                                        Patrizia Lucangeli

 

 

 La registrazione audio della conferenza del Dott. Feltri

 

 

Pubblicata il 21 febbraio 2020

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