È PORTENTOSO QUELLO CHE SUCCEDE.
E C'È DELL'ORO, CREDO, IN QUESTO TEMPO STRANO.
FORSE CI SONO DONI.

Il virus ha modificato le nostre vite, le abitudini, i rituali, le relazioni e tutta l’organizzazione del comportamento sociale. Cosa succederà dopo? Quale mondo abbiamo lasciato e come sarà quello che troveremo? Conteremo solo i danni, raccoglieremo solo cocci o ne verrà qualcosa di buono?

La didattica a distanza non ha impedito alla scuola di continuare a porsi delle domande, a suscitarle, a raccoglierle, senza pensare di arrivare a delle risposte, spesso solo a qualche domanda in più, ma sempre con la volontà di provare a ragionare intorno a tutto ciò che sta accadendo.

Questa malattia ci ha insegnato che per proteggere l’altro serve la distanza, l’assenza di relazione corporea e dunque della cura così come l’abbiamo sempre vissuta. Il contatto che tanto ci è mancato è stato però affidato ai messaggi, alle parole, ai canti dal balcone, ai cartelli con gli arcobaleni incoraggianti: un lungo filo ci ha tenuti comunque vicini, anche nella distanza.

Questo spazio sarà il grande contenitore per fare memoria di questo “tempo strano” dei nostri studenti e dei nostri docenti, delle parole che hanno detto, scritto, narrato; delle riflessioni, delle analisi, dei contributi che ciascuna disciplina ha portato a questo continuo, umanissimo e straordinario bisogno di comprendere.

A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora -
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.

(Mariangela Gualtieri, Nove marzo duemilaventi)

 

prof.ssa Patrizia Lucangeli

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