Giornata della Memoria 2026
“Vivere all’indietro!”, ripetè Alice con gran stupore. “Non ho mai sentito una cosa del genere”.
“…ma c’è un gran vantaggio in questo: che la nostra memoria lavora in entrambi i sensi”.
“Io sono sicura che la mia lavora in un senso solo”, osservò Alice. “Io non posso ricordare le cose prima che accadano”.
“E’ davvero una povera memoria quella che funziona solo all’indietro”, osservò la Regina.
(Lewis Carrol, Attraverso lo specchio)

“In entrambi i sensi” ha funzionato la Memoria questo 27 gennaio 2026 nel tavolo di discussione organizzato dall’Amministrazione comunale di Pesaro.
A Palazzo Gradari delegazioni di alunni di tutti gli Istituti scolastici di II grado della città e lo storico, vicedirettore dell’ISCOP, Marco Labbate, la Presidente dell’ANPI, Matilde Della Fornace e il Presidente dell’Arcigay di Pesaro, Luca Persini hanno affrontato la Memoria, analizzandone alcuni temi e li hanno riletti in chiave contemporanea.

I brani scelti di letteratura femminile della Shoah da Harendt, Hillesum, Brucke…, le riflessioni e le domande frutto della lettura critica di questi testi, hanno dato spazio alle categorie sociali che pagano sempre il prezzo più alto nei regimi, nelle persecuzioni e nelle guerre: donne e bambini.
Allora come oggi sono le principali vittime della paura, della propaganda e dell’indifferenza. E allora come oggi sono le vittime misconosciute a cui spesso non si dà voce né dignità.
E così guardando alla dolorosa e doppia tragedia che queste categorie sociali hanno dovuto affrontare nella ignobile vicenda della Shoah, gli esperti hanno offerto spunti di lettura del difficile presente. Regimi, come anche stati formalmente democratici, che oggi, come allora, strumentalizzano la propaganda, vedono nemici nelle minoranze a cui addossare le responsabilità di ogni disagio, generano paura sfruttando l’indifferenza delle masse che sono l’emblema della moderna società.
Ed ecco l’occasione per riflettere sui genocidi della società di massa che hanno insanguinato il secolo scorso e che ancora oggi vengono perpetrati ai danni delle minoranze verso le quali i potenti del mondo fanno convogliare l’odio e la rabbia.
E allora come comportarsi in questo frangente storico così violento nel quale viviamo?
Un presente in cui spesso torna la parola genocidio? In cui interi popoli, categorie sociali (immigrati, gay…) sono vittima di persecuzione da parte delle istituzioni statali?
Marco Labbate ha invitato a informarsi e ad usare lo spirito critico per guardare il mondo, a porsi domande etiche e a prendere posizione perché ognuno di noi può fare la differenza. Ma soprattutto a tenere sempre presente, guardando al futuro, “che la nostra memoria lavora in entrambi i sensi”.
Prof.ssa Maria Adele Mariotti
