IL GRAFFIO DELLA MEMORIA: AL "BRAMANTE GENGA" DI PESARO LA COSTITUZIONE SI FA VOCE, MUSICA E CAMMINO

PESARO – C’è un momento preciso in cui la Storia smette di essere una riga stampata su un libro di testo e diventa voce, respiro, brivido. Al Bramante Genga di Pesaro quel momento è andato in scena il 5 giugno, in replica, in un'aula magna trasformata in un teatro civile di insolita intensità in ambiente scolastico. Ad onorarci, la gradita sorpresa della presenza della dottoressa Alessandra Belloni, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, che ha assistito con viva partecipazione alla rappresentazione ed ha voluto dedicare alcuni spunti di riflessione agli studenti, oltre ai suoi personali auguri per il loro futuro. Presenti anche la dottoressa Camilla Murgia, assessora alle politiche educative e giovanili del Comune di Pesaro; la dottoressa Matilde della Fornace presidente della sezione ANPI di Pesaro; la dottoressa Simonetta Romagna, presidente della Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato; la dottoressa Antonella Pompilio, Responsabile dell'UDI di Pesaro e vogliamo segnalare anche l’affettuosa partecipazione di alcune donne della città legate da vincoli affettivi alle docenti e da un’attenzione particolare alla tematica affrontata.

L’occasione è stata l’inaugurazione della mostra multimediale “ERANO SOLO 21”, un viaggio interattivo dedicato alle Madri Costituenti che ha visto i ragazzi delle classi quinte, ormai prossimi all'Esame di Stato, ricevere il più prezioso dei regali d'addio prima di salutare i banchi di scuola: la lezione che le leggi non cadono dal cielo, ma nascono dalle sofferenze e dalle intelligenze di persone vere; il valore della memoria attiva, per capire che se oggi si cammina a testa alta, è perché qualcuno, ottant'anni fa, ha smesso di stare in ginocchio e la consapevolezza che in ogni scelta il segno di ognuno, conta. La mostra, che rimarrà aperta e fruibile, fa della tecnologia un ponte generazionale: accanto a ogni Madre Costituente campeggia un QR Code che gli studenti e i visitatori esterni possono scansionare con i propri smartphone per ascoltare le storie delle Madri.

A rivelare lo scardinamento di ogni cliché, ieri, è stata l'apertura stesso dell’evento, che ha subito svelato il "dietro le quinte" di un progetto nato «un po’ per caso e un po’ per amore», in cui si sono ribaltati i ruoli: in un mondo scolastico dove sono sempre gli studenti a essere messi alla prova, a salire sul palco questa volta e a "metterci la faccia" sono state le docenti: una sinergia magica e trasversale che ha visto professoresse di discipline totalmente diverse fare squadra, unendo Lettere, Diritto, Storia e passioni personali per dimostrare che la cultura non viaggia per cassetti chiusi, ma è un corpo unico.

L'obiettivo? Raccontare una bella storia. Quella di un’Italia che nel 1946 ha finalmente smesso di alzare barriere di genere, riconoscendo il suffragio femminile e portando ventuno donne straordinarie, dalle idee politiche opposte ma unite dal bene comune, a scrivere le regole della nostra libertà.

L'evento, ideato dalla professoressa Patrizia Lucangeli, che ne ha curato anche i testi, si è sviluppato come una toccante staffetta polifonica. Dalla ricostruzione storica delle lotte per il voto curata dalla professoressa Sabrina Sandroni, all'interpretazione magnetica di Laura Corraducci, il pubblico è stato proiettato nella vertigine di quel giugno del 1946. Guidate dalla voce narrante di Giovanna Magi, le docenti di Lettere (Maria Adele Mariotti, Angela Guardato, Bruna Casiere, Maura Maioli, Elisabetta Paoletti e Carla Lattanzi) si sono passate il testimone per dare un volto, una carne e una voce a sei delle ventuno Madri Costituenti (Teresa Mattei, Lina Merlin, Nilde Iotti, Teresa Noce, Maria Federici, Anna Maria Guidi Cingolani), legando i loro ritratti umani alle letture critiche degli articoli cardine della Carta (articoli 3, 29, 37, 51) proposte dalle docenti di Diritto (Evelina Biagiotti, Erika Ena, Cinzia Bonci e Lorena Olivi). Un crescendo culminato nell'Articolo 11: il ripudio della guerra, letto e commentato con fermezza istituzionale e passione dalla Dirigente Scolastica, la professoressa Cinzia Biagini. Le parole della Legge hanno infine trovato una sponda emotiva potentissima nelle immagini che hanno accompagnato le canzoni della nostra storia, da Battiato a Fiorella Mannoia, fino a De Gregori. Nel finale, le studentesse, le docenti e tutte le ospiti hanno dato vita a un intenso flash mob, marciando fisicamente verso un'urna simbolica.

I ragazzi del "Bramante Genga" hanno capito che la Costituzione non è un testo immobile da dimenticare in un cassetto. Il 26 gennaio 1955, a Milano nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria, Piero Calamandrei partecipò ad un ciclo di conferenze sulla Costituzione, rivolte agli studenti universitari e medi; celebri sono rimaste le sue parole: «La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità».

La Costituzione è un cammino che ha bisogno delle nostre gambe, delle nostre teste e del nostro coraggio per continuare a muoversi nel mondo. Non dimentichiamolo.

Erano solo 21 - 5 giugno 2026
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