Imparare per essere: la formazione in età adulta fra crescita personale e realizzazione professionale

L’educazione degli adulti e la formazione permanente hanno acquisito un ruolo fondamentale nella nostra contemporaneità. L’esigenza di possedere un diploma non si ferma semplicemente all’acquisizione del titolo, risponde invece a una reale necessità di iniziare un percorso di formazione che favorisca e accresca il proprio potenziale individuale. Seguire un percorso di apprendimento per adulti significa investire su di sé per potenziare il proprio valore umano e professionale.

L’ITET Bramante Genga ha in attivo da diversi anni il corso serale CAT del settore Tecnologico: Costruzioni, Ambiente e Territorio. Il titolo acquisito garantisce la stessa formazione culturale, scientifica, tecnologica e professionale del corso tradizionale.

I nostri studenti, che sono arrivati alla fine del percorso, ci raccontano la loro esperienza.

Caterina ha 38 anni, è già laureata in Industrial Design, si è iscritta al corso serale Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometra) principalmente per esigenze lavorative. Ci dice Caterina: «Quando ho cominciato la mia carriera, mi sono trovata spesso in situazioni lavorative in cantiere senza le competenze per la gestione di tali contesti, quindi mi è venuta la curiosità di informarmi per capire se ci fosse un corso che avrei potuto frequentare. Così mi sono iscritta al corso che era da poco iniziato. La mia scelta è stata quindi dettata da un’esigenza lavorativa, da una necessità di conoscenza di un settore che non avevo mai indagato».

Filippo ha 44 anni, ha completato il percorso di istruzione superiore conseguendo il diploma alberghiero ma non ha sfruttato il titolo. Infatti Filippo lavora come operaio nei cantieri stradali. Si è iscritto al corso serale del Bramante – Genga per poter migliorare la propria posizione lavorativa e per crescere in ambito professionale. Dopo un primo colloquio con la referente del corso, la prof.ssa Silvia Bartoli, ci racconta Filippo: «ci ho creduto e mi sono buttato, sono riuscito ad arrivare al quinto anno con tanti sacrifici però ne è valsa la pena». Luigi invece non ha finito il percorso di studi, è il più giovane e attualmente non ha un lavoro stabile: «Dopo aver abbandonato la scuola diversi anni fa, ho deciso di riprendere gli studi per poter entrare nel mondo del lavoro in un modo che mi potesse soddisfare, migliorando le mie condizioni, ampliando le mie aspettative e prospettive e allargando in miei orizzonti. Personalmente mi sono trovato molto bene e sono stato contento di aver fatto questa scelta».

Naturalmente seguire un percorso di formazione in età adulta presenta delle difficoltà, così ci dice Caterina: «Distinguerei due tipologie di difficoltà: la prima, ed è quella più importante, riguarda la sfera personale: seguire di giorno il lavoro e impegnarmi la sera nello studio è abbastanza impegnativo soprattutto l’ultimo anno quando per normativa si devono frequentare tutte le discipline. L’altra difficoltà incontrata riguarda le materie di base che, per chi abbia già un diploma, non è obbligatorio frequentare nel terzo e quarto anno ma che vanno riprese al quinto, ritrovandosi poi con delle lacune». Filippo concordando con Caterina porta l’attenzione sulla «difficoltà di conciliare lavoro, studio e famiglia»; aggiunge «bisogna essere molto tenaci. A scuola mi sono trovato molto bene, i professori tutti molto disponibili, da parte nostra ci sono stati impegno e costanza; quando abbiamo avuto momenti di debolezza ci siamo fatti forza a vicenda e i docenti ci hanno sempre aiutato venendoci incontro». Luigi pensa che: «per tutti la difficoltà maggiore sia stata tornare a studiare dopo tanti anni» ma al contempo proprio rimettersi in gioco ha cambiato il suo punto di prospettiva: «in tutta sincerità, io ho sempre visto il fatto di non aver un diploma di scuola superiore come una sorta di scheletro nell’armadio, quindi arrivato a questo punto a un passo dal raggiungimento del diploma mi sento a posto con me stesso e appagato. Il ritornare di nuovo a scuola mi ha dotato di quella motivazione che non avuto da ragazzo e le soddisfazioni sono tante». Proprio riprendere gli studi e assumersi un impegno di questa portata potenzia conseguentemente la fiducia in sé stessi e la propria autostima. Alla fine del percorso dice Filippo «mi meraviglio di me stesso e dei risultati buoni che ho raggiunto, si studia con consapevolezza e sento di aver fatto passi da gigante, ho ottenuto ciò che mi ero prefissato».

La realizzazione ci dice Caterina è grande: «dopo vent’anni tornare a studiare è stato difficile ma anche molto soddisfacente; la gratificazione è anche nell’apprendere in maniera diversa, i risultati sono molto positivi ed è stato bello che fra noi si sia creata una squadra, la classe è diventata un team di studio».

Se il raggiungimento del diploma non cambierà la posizione lavorativa di Caterina ma arricchirà la sua formazione, permettendole di entrare in un cantiere con una conoscenza e un know-how differenti, per Filippo il diploma rappresenta un punto di arrivo importante: «apre prospettive diverse, la possibilità di avere un lavoro meno faticoso e più gratificante dal punto di vista economico sicuramente, ma anche in una dimensione intellettuale. Infine per Luigi «l’obiettivo è quello di spendere sin da subito il diploma tecnico nel mondo del lavoro» non dispensando tuttavia la possibilità di allargare le proprie conoscenze: «non nego – aggiunge – che mi piacerebbe continuare gli studi frequentando un ITS o il corso di laurea triennale per geometri o seguire il praticantato per geometra, migliorando me stesso sempre di più».

Un augurio di cuore ai nostri corsisti perché questo importante traguardo raggiunto sia per tutti l’inizio di nuove prospettive e di stimolanti progetti!