PESARO - BIHAC


“Coltivare la Memoria  è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta,
in un mondocosì pieno di ingiustizie e di sofferenze,
a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.”

Liliana Segre

Fare memoria in modo onesto e non ipocrita significa accettare di ricordare il passato e le sue atrocità, ma anche avere il coraggio di guardare quelle del nostro presente. Per questa ragione in molte scuole quest’anno la commemorazione della giornata dedicata alla memoria della Shoah ha visto protagonisti anche i nuovi profughi, le tante migliaia di cittadini in fuga da guerre o dittature, trattenuti in condizioni subumane al confine con l’Europa, lungo la Rotta balcanica, in particolare in quell’area che è diventata tristemente nota come il Campo di Lipa in Bosnia. (vedi scheda allegata)

Per molti nostri studenti quella è stata l’occasione per conoscere una dura realtà della quale finora non erano consapevoli, visto che l’attenzione mediatica di questi difficili mesi cade prevalentemente sulle informazioni riguardanti la pandemia da Covid-19.

Le immagini, le foto, i video di ciò che sta accadendo “a quattro ore di macchina da noi”, come ha ripetuto spesso Massimo Gramellini in un suo toccante intervento televisivo sull’argomento, hanno suscitato nelle classi una sensibilizzazione significativa.

Come si sa, però, serve sempre una miccia per muovere la storia e questa volta lo spunto è partito dall’invito che le professoresse Francesca Persini e Ilaria Bezziccheri hanno rivolto a due nostre studentesse, rappresentanti della Consulta studentesca, di appoggiare una raccolta di beni primari destinati al campo di Lipa, organizzata da vari enti (CGIL PESARO-URBINO, AUSER FANO, STAY HUMAN, 6000 SARDINE).

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Con grande entusiasmo le due ragazze, Bianca Fiorentini della classe 4BT e Ahlam Sabraoui della 4AT, hanno risposto all’invito e si sono immediatamente attivate.

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Abbiamo deciso di aderire a questo progetto perché vogliamo credere in una società più solidale e caritatevole” raccontano Bianca ed Ahlam. “Per questo abbiamo scelto di impegnarci come scuola, per cercare di sensibilizzare tutti gli studenti. In un primo momento abbiamo diffuso la locandina che pubblicizzava l’iniziativa nelle varie classi e ci siamo immediatamente dopo attivate per sistemare gli appositi punti di raccolta nell’istituto. Vogliamo ringraziare i nostri insegnanti per l’idea e per l’appoggio che ci hanno dato e tutti coloro che hanno partecipato attivamente. Nonostante i tempi fossero molto ristretti, siamo riusciti a raccogliere quasi otto scatoloni di beni primari: derrate alimentari a lunga scadenza, prodotti per l’igiene, materiale sanitario. Sappiamo che i nostri pacchi sono stati già spediti e che arriveranno tra tre giorni. Ora speriamo con tutto il cuore di aver contribuito a portare un po’ di conforto e sollievo”.

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La Rotta Balcanica.pdf